State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...

State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...
State buoni , Se potete - San Filippo Neri ... Tutto il resto è vanità. "VANITA' DELLE VANITA '> Branduardi nel fim - interpreta Spiridione. (State buoni se potete è un film italiano del 1983, diretto da Luigi Magni, con Johnny Dorelli e Philippe Leroy).

sabato 17 febbraio 2018

Sono io a colorire la vita il mondo prende i miei colori.

Testo
Penso che un sogno così non ritorni mai più
Mi dipingevo le mani e la faccia di blu
Poi d'improvviso venivo dal vento rapito
E incominciavo a volare nel cielo infinito
Volare oh, oh
Cantare oh, oh, oh
Nel blu dipinto di blu
Felice di stare lassù
E volavo, volavo felice più in alto del sole
Ed ancora più su
Mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù
Una musica dolce suonava soltanto per me
Volare oh, oh
Cantare oh, oh, oh
Nel blu dipinto di blu
Felice di stare lassù
Ma tutti i sogni nell'alba svaniscon perché
Quando tramonta la luna li porta con sé
Ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli
Che sono blu come un cielo trapunto di stelle
Volare oh, oh
Cantare oh, oh, oh
Nel blu degli occhi tuoi blu
Felice di stare quaggiù
E continuo a volare felice più in alto del sole
Ed ancora più su
Mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu
La tua voce è una musica dolce che suona per me
Volare oh, oh
Cantare oh, oh, oh
Nel blu degli occhi tuoi blu
Felice di stare quaggiù
Nel blu dipinto di blu
Felice di stare quaggiù
Nel blu dipinto di blu
Felice di stare quaggiù
Con te


Compositori: Domenico Modugno / Franco Migliacci
Testo di Nel blu, dipinto di blu © Semi


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Io so i colori dei mestieri:

sono bianchi i panettieri,

s’alzano prima degli uccelli

e hanno la farina nei capelli;

sono neri gli spazzacamini,

di sette colori son gli imbianchini;

gli operai dell’officina

hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito,
ma il loro mestiere non è pulito.
(Gianni Rodari)

Il Bianco non è una mera assenza di colore, è una cosa brillante e affermativa, è feroce come il rosso, è definitivo come il nero. Dio dipinge in molti colori; ma Egli non dipinge mai così magnificamente, mi verrebbe da dire quasi grandiosamente, come quando dipinge di bianco.
(G.K. Chesterton)

Il colore bianco è veleno per un quadro: usatelo solo per i dettagli luminosi.
(Rubens)
Usi il blu e fai sentire un po’ di dio o dei suoi affini.
Usi il giallo per dire che il sole non lo si può guardare in faccia. Il giallo per il potere. Il giallo per il volere.
Usi il rosso per l’incombenza del sangue, la dipendenza dal sangue, l’intraprendenza del sangue. Usi il rosso per le radici.
Usi il bianco per accendere la luce.
Usi il nero per spegnerla. Per accendere l’ombra.
Oppure li mescoli e abusi delle migliaia di nuove possibilità.
(Luciano Ligabue)
Il viola diventerà un buon colore per i capelli all’incirca nello stesso momento in cui il castano diventerà un buon colore per i fiori.
(Fran Lebowitz)

Ogni persona ha un suo proprio colore, una tonalità la cui luce trapela appena appena lungo i contorni del corpo. Una specie di alone. Come nelle figure viste in controluce.
(Haruki Murakami)
Quando non ho più blu, metto del rosso.
(Pablo Picasso)
Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l’impressionismo.
(Pierre-Auguste Renoir)
Lasciami, oh lasciami immergere l’anima nei colori; lasciami ingoiare il tramonto e bere l’arcobaleno.
(Khalil Gibran)
Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita eliminando il grigio delle paure e delle ansie.
Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria.
(Omar Falworth)
E comunque il cubo di Rubik è molto più bello con i colori mischiati
(Ty_il_nano, Twitter)
La vita è un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi.
(Danny Kaye)
E’ una gioia senza pecche scoprire un’anima pura. Sono anime che somigliano ai primi libri dei bambini: contengono poche parole e sono piene di colori.
(Christian Bobin)
Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori.
(Fabrizio Caramagna)
Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.
(Cesare Pavese)
Scegliete chi per disegnarvi userebbe tutti i colori.
(schivami, Twitter)

Oggi la luce ha fatto incetta di colori purissimi per disegnare lo sguardo di un bambino
(Fabrizio Caramagna)
Per me i colori sono degli esseri viventi, degli individui molto evoluti che si integrano con noi e con tutto il mondo. I colori sono i veri abitanti dello spazio.
(Yves Klein)
A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.
(Alessandro Baricco)
Sento che vi domandate: cosa vuol dire essere un colore? Il colore è il tocco dell’occhio, la musica dei sordi, un grido nel buio.
(Orhan Pamuk)

>>> aforisticamente.com/2015/05/19/frasi-citazioni-e-aforismi-sui-colori/


" Paesaggio ampio, sereno e pieno di luce. Anche lì la sensazione di camminare per la mia anima "
Etty Hillesum

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Quale sarà il mio posto nel mondo?

"Semplicemente Vivere": il 21 e 22 febbraio don Luigi Verdi a Padova e Rovereto (TN)


"Semplicemente Vivere"


Gigi incontri primopianoSemplicemente Vivere incontri2017 2018 immagine







Trascorso l'anno speciale dei 25 anni di Romena scandito dalle 8 tappe della Via della Resurrezione ritornano gli incontri di don Luigi in tantissime città italiane. Il tema degli incontri sarà "Semplicemente Vivere".
PADOVA merc. 21 febbraio 2018Parrocchia S. Bartolomeo - via Montà, 208 - ore 21.00
ROVERETO giov. 22 febbraio 2018Assoc. Filarmonica Rovereto - Via A. Rosmini, 78 - ore 20.45

Quale sarà il mio posto nel mondo? Perché un anima possa abbandonarsi deve lasciar perdere ogni pretesa, anche quella della propria perfezione.


Quale sarà il mio posto nel mondo? Un libro ci aiuta a camminare verso i nostri sogni

copertaquale sara il mio postoQuale sarà il mio posto nel mondo? E’ la domanda intorno alla quale ruota ogni vita. Una domanda che abbiamo trasformato in un libro nel quale quattro testimoni speciali raccontano come sono riusciti a trovare se stessi e a concretizzare i loro sogni, e ci danno strumenti e consigli preziosi per condividere la loro esperienza.
I testimoni sono un imprenditore che dal nulla è riuscito a creare un’impresa leader mondiale mantenendo la dignità del lavoro (Brunello Cucinelli), un rettore capace di dialogare continuamente con i suoi studenti anche attraverso i canali ‘social’ (Luigi Dei), un economista per il quale il lavoro deve produrre felicità e condivisione(Luigino Bruni) e un personaggio politico di grande rilievo nella storie recente che però ha saputo esprimersi anche in altri campi, come il cinema e la scrittura (Walter Veltroni). Le quattro conversazioni, tenute nel percorso di incontri “Le parole e il silenzio” organizzato dalla Fondazione Baracchi, sono state condotte e curate dai giornalisti e scrittori Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.
Guarda i video…

Aforisma del giorno  <<< romena


Perché un anima possa abbandonarsi deve lasciar perdere ogni pretesa, anche quella della propria perfezione.
Pablo D’Ors

La mistica dell’istante


 – tempo e promessa

José Tolentino Mendonça, premiato per la sezione “cultura dell’Incontro”. Sacerdote, saggista e poeta, padre Tolentino è una delle voci più autorevoli e note della cultura portoghese. Per molti anni a capo della “Pastoral da Cultura”, è attualmente vice-rettore e docente dell’Università Cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio Consiglio della Cultura. Il libro vincitore del premio s’intitola La mistica dell’istante (sottotitolo: Tempo e Promessa) e si avvale della brillante traduzione dal portoghese di Marianna Scaramucci, che riesce a rendere con efficacia l’atmosfera dell’opera, basata su una delicata simbiosi tra afflato poetico e pensiero religioso.
“L’unico contatto fra le infinite possibilità dell’amore divino e l’esperienza mutevole e progressiva dell’umano è l’istante. È il fango in cui la vita si modella e si scopre. È il fragile ponte di corda che unisce il tempo e la promessa”, scrive José Tolentino Mendonça ne La mistica dell’istante. E fa seguire a questo suo pensiero un componimento di Santa Teresa di Lisieux, utilizzando il linguaggio poetico come cifra stilistica per trasmettere un messaggio di natura spirituale.
“Ci troviamo in un momento storico complesso”, ha spiegato nel suo intervento padre Tolentino. “Una fase di crisi che vede il disgregarsi di una vecchia visione del mondo, senza che un nuovo modello abbia preso forma compiuta. La nostra distanza dalla natura è diventata così grande che le nostre capacità percettive si sono ridotte: siamo diventati una sorta di ‘analfabeti emozionali’, incapaci di cogliere le espressioni fondamentali della vita. La Bibbia contiene una visione unitaria dell’uomo, Gesù Cristo ci ha insegnato che la religione è un’arte integrale dell’essere. Dobbiamo allora trovare una nuova sintesi, in grado di proporre, a partire dall’atto del credere, ma anche dell’atto di vivere, una nuova grammatica della saggezza. E in questo può aiutarci una riscoperta delle nostre percezioni sensoriali, che andrebbero coltivate e affinate. C’è un episodio del Vangelo che riveste un altissimo valore testimoniale: quando Gesù, avvertendo in mezzo alla folla una sincera invocazione di fede, esclama: Chi mi ha toccato?”.
Il libro di José Tolentino Mendonça propone, in tutta evidenza, un nuovo progetto di spiritualità. “Per una spiritualità del tempo presente” s’intitola, appunto, un capitolo dell’opera. Che costituisce un originale contributo di pensiero alla nuova evangelizzazione, “per lanciarci nell’avventura della ricerca del senso della vita”.
 «C’è più spiritualità nel nostro corpo che non nella nostra migliore teologia».
È quello che ci dice Tolentino nella Mistica dell’istante, un libro poetico e frammentario, snodato in un percorso che solca spazio e tempo attraverso le parole di mistici, letterati, artisti. Il risultato è una straordinaria geografia interiore e umana che con il soccorso di poesia e cinema, letteratura e testi biblici può indicarci i modi di una mistica alla portata di tutti. Perché per Tolentino esiste una mistica da praticare nel qui e ora della vita, che parte dall’uomo tutto intero, anima e corpo, sensazioni e relazioni.
Questa mistica è la mistica dell’istante. Che riconosce come porta d’ingresso al divino nella nostra vita i cinque sensi, ossia quanto di più concreto e corporeo ci caratterizza, esperienza d’altronde già ben nota alle Scritture, per le quali il corpo è immagine e somiglianza di Dio. Leggendo impariamo così che gustare, vedere, annusare, ascoltare e toccare Dio si può nell’istante che ci è dato di vivere e che ci appartiene. Perché la mistica non è altro che un’esperienza quotidiana, solidale e inclusiva.
«Dio anche se ci troviamo nella miseria estrema, ama la nostra bellezza. Così, dentro alla tua notte, brilla immobile la luce di una stella».
QUARTA DI COPERTINA
Questo nostro tempo frettoloso ha un estremo bisogno di mistica. Una frase che sembra la regina delle contraddizioni: come può l’esercizio interiore per eccellenza, l’intimo cammino verso la contemplazione del divino che richiede l’abbandono se non la rottura dei legami con il mondo, venire in soccorso delle donne e degli uomini di oggi? Eppure José Tolentino Mendonça non ha dubbi. Esiste una mistica da praticare nel qui e ora della vita, che parte dall’uomo tutto intero, anima – certo – ma anche corpo, sensazioni, relazioni. È la ‘mistica dell’istante’, che riconosce come portali d’ingresso del divino nella nostra vita i cinque sensi,quanto di più concreto e corporeo ci caratterizza. E, a pensarci, è un’esperienza ben nota alle Scritture, per le quali il corpo è immagine e somiglianza di Dio. È grammatica di Dio che si inscrive nella nostra pelle.È la lingua materna di Dio. Questo libro poetico e volutamente frammentario, aperto alla modulazione personale di ognuno, ci guida per mano per insegnarci come fare, come riconoscere in ciascuno dei sensi l’occasione di incontri che nel presente ci schiudano frammenti di infinito: un infinito che diventa semplice gesto, suono armonioso, profumo di nuovo, sapore frugale…
Con il soccorso della poesia, di certi film e libri universali, di storie di vita, di suggestioni per una lettura dei testi biblici nuova eppure così vicina alle radici originarie, Tolentino ci indica i modi di questa mistica alla portata di tutti. Impariamo così che gustare, vedere, annusare, ascoltare e toccare Dio si può nell’istante che ci è dato di vivere e che ci appartiene. Perché l’istante «è il contatto fra le infinite possibilità dell’amore divino e l’esperienza mutevole dell’umano. È il fango in cui la vita si modella e si scopre. È il fragile ponte di corda che unisce il tempo e la promessa».
BIOGRAFIA DELL’AUTORE
José Tolentino Mendonça, sacerdote e poeta, è una delle voci più autorevoli e note della cultura cattolica portoghese. Vice rettore dell’Università Cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio Consiglio della Cultura, è specialista di testi biblici, che affronta con rigore e creatività, aprendo agli interrogativi del presente e dialogando con le diverse espressioni culturali. La sua scrittura prende spunti e immagini da molti registri di linguaggio, in particolare da quello poetico, letterario e filosofico. Le sue poesie e i suoi saggi, molto apprezzati dal pubblico come dalla critica, gli hanno valso vari riconoscimenti e traduzioni in numerose lingue.
Corpo e anima
· Teologia dei sensi nel libro di José Tolentino Mendonça

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente: il cielo stellato sopra di me e l’intimità della coscienza …dentro di me”


APPREZZARE=DIRE BENE, BENE-DIRE


Proporre e non imporre,
condividere e non dividere,
analizzare e non criticare (banalizzare)”

PAROLE BELLE – PAROLE GUIDA – PAROLE RIFUGIO

Il mondo è uno specchio,
restituisce la mia immagine:
se faccio il broncio mi guarda male,
se sorrido mi dà indietro
serenità e fiducia.

In ogni circostanza comincia dalla parte positiva.
Scopri l’energia del pensiero positivo.
Semina parole belle.

DIO dei miei respiri:
comunque io ti possa concepire;
donami la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare,
donami il coraggio di cambiare
quelle che posso cambiare;
donami la sapienza
di conoscere la differenza.

Sono io a colorire la vita
il mondo prende i miei colori.

Con occhi sereni, puri
colgo la rete sottile
di piccole sorprese,
frammenti di felicità,
dispersi nella vita quotidiana.

Amore-dono è la virtù più grande
come uno spago, tiene
insieme le altre qualità.

Ciò che conta è amare,
non si vede bene che col cuore.

Amo e capirò
amo e la fede verrà
amo e la solitudine si romperà
amo e la gioia verrà
amo e conoscerò il paradiso,
perché paradiso è amare.

Vivo semplice,
ciò che è in più mi pesa,
riducendo i desideri…
vivo meglio.
Quel che tu fai agli altri è una goccia,
ma è quella goccia che cambia la tua vita.

Il bene che fai è l’affitto che paghi per il posto che occupi sulla terra.

Oltre lo schermo dell’abitudine,
intuisco l’immenso PENSIERO
che guida dall’interno
il cammino di ogni vita:
IN PRINCIPIO è lo STUPORE!

Nessuno è sapiente assoluto,
nessuno è ignorante assoluto,
siamo tutti maestri e scolari
gli uni, gli altri
alla scuola continua della vita.

Lo sguardo positivo
crea realtà positiva.

Il pensiero positivo è economico,
è anticipazione, è profezia,
è causa di quello che spera.
Sarò positivo!

Persone viaggiano per stupirsi
delle montagne, dei fiumi, delle stelle
e passano accanto a se stessi
senza meravigliarsi.
(Ago.)

Quando sono triste, canto!
Quando sono depresso, vado a trovare amici!
Quando sento rancore, lo abbraccio
con compassione!
Quando sono timoroso, mi slancio con coraggio,
vinco gli ostacoli affrontandoli!
Quando attraverso una notte oscura, dico tre magiche parole:
anche questo passerà!
Quando sono invaso da uno stormo di pensieri
negativi… batto le mani per farli scappare via!

La vera pace dell’anima
deriva dall’aprirmi alla gratuità:
è l’atteggiamento migliore
per apprezzare la vita:
niente mi è dovuto, tutto è dono:
vivo la gratuità di ogni giorno
e di ogni respiro.

C’è un tempo per abitare con la gente.
C’è un tempo per abitare con sé.
Non c’è gioia nel vivere agitato,
disperso, frammentato.
C’è gioia nel vivere sereno, calmo, intero.

MONACO è colui che guarisce l’ansia del fare,
si abbandona alla gratuità del contemplare.
“Amici del villaggio” e Gabriele Gastaldello  Scuola del villaggio

SGUARDO SUL MONDO

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova 
e crescente…
il cielo stellato sopra di me e l’intimità della coscienza …
la legge morale …dentro di me”
E. Kant

„I bambini s’incontrano con grida e danze sulla spiaggia di mondi sconfinati costruiscono castelli di sabbia e giocano con conchiglie vuote, con foglie secche intessono barchette e sorridendo le fanno galleggiare sulla superficie del mare, i bambini giocano sulla spiaggia dei mondi non sanno nuotare né sanno gettare le reti.“  
da Gitanjali  rabindranath tagore

mercoledì 14 febbraio 2018

…e Il mio maestro m’insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro L’imbrunire.


🌞PROMEMORIA X IL MERCOLEDÌ DELLE CENERI…🔆C’È SEMPRE UNA LUCE … ✨DA GIROBLOGGANDO


…e Il mio maestro m’insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro L’imbrunire.
F.Battiato
l’Alba – q. 4500  nei pressi della cima del Monte Bianco Foto By Gabriele Iardella
corsi-base_590
                                                              1 corso Maggio 2017
logoRomena
                                                               Fraternità di Romena

            Buone Esperienze di volo…

                                                      AMORE (8)
«Non un crocifissoma il vuotoil risortol’infinito.
Unica eredità: l’oro nelle ferite».

                                                               Tabernacolo foto di Lusi

La canzone del Maggio - De Andrè - versione originale+intro

Fabrizio De Andrè
Foto Lusi
                                Un porto di terra
                        Vieni, vieni, chiunque tu sia, 
sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. 
Vieni, anche se hai infranto i tuoi voti mille volte. 
Vieni, vieni, nonostante tutto, vieni.
Rumi
La Pieve di Romena

Icona  Giuseppe e Maria

 FRATERNITÀ DI  ROMENA <<< BLOG



 sala “Il Mandorlo”. Don Luigi Verdi ci spiega perchè ha voluto
 questo spazio la scelta di riprodurre un grande mandorlo fiorito, 
copia dell’opera di Van Gogh.

C’è sempre una luce …
Ho sulla pelle i segni di ogni mia crisi e so bene quanto sia lunga e quanto, come una paura incantata, mi avvolga. Arduo capire che in quella paura a volte si realizza l’incanto e che è nella profondità della notte che si accende la luce. Se vogliamo vedere al di là della notte non possiamo provare a misurarla, possiamo solo penetrarla con la speranza e rimanere disponibili all’idea che nessuna notte sia solo notte, ma che sia anche altro. Quando sei in crisi tutto sembra contraddire questa visione e ti rimane solo l’estremo coraggio di portare la tua mente, il tuo corpo, la tua anima a sperare contro ogni speranza. Ho sempre ritenuto ogni crisi non una rovina, ma un’occasione. Ma lo è solo se restiamo fedeli e aperti, se rimaniamo, nonostante la durezza della prova, terra che sogna, sapendo che sorgerà prima o poi in noi la luce di una risposta alla nostra ombra. Solo una terra ben lavorata può diventare terra propizia, ci dicono i contadini. Per questo paradossalmente un tempo di difficoltà e sconvolgimenti può rivelarsi come il tempo più adatto a una nuova nascita: ogni parto è preceduto dalle doglie, ogni nuova illuminazione o crescita sconta la propria stagione all’inferno, ogni passaggio di iniziazione è scandito dal ritmo di notti oscure. E mi piace pensare che ogni crisi abbia l’effetto dei sassi di Pollicino che, nel folto del bosco, riescono sempre a indicare la strada. Ogni crisi ci permette allora di elevarci al di sopra della superficie del mondo, per scorgere le cime inviolate che la nebbia nasconde a coloro che vivono nella pianura. “Davanti a me hai aperto un varco” (Salmo 31,9). Viene un giorno in cui, dentro la tua penombra o nel tuo labirinto, si apre un varco inaspettato che ti indica il senso dentro il non senso. Nel profondo della notte, nel buio della crisi, c’è sempre una luce verso cui andiamo, o che viene verso di noi.
                                                    don Gigi  (Luigi Verdi)
Baci – canzone